Da dove deriva il nome Santa Maria a Vico
Santa Maria a Vico, Storia e Tradizioni

Da dove deriva il nome Santa Maria a Vico

Senza dubbio Santa Maria a Vico è figlia della Via Appia romana. Senza l’ Appia questo paese non esisterebbe. Si può leggere la presenza della Via Appia nella seconda parte del nome “Santa Maria a Vico”: in “a Vico” incontriamo la presenza generatrice della Via Appia romana.

Veramente questo nome “Santa Maria a Vico” è un pò strano e non facilmente comprensibile: bisogna conoscere la storia locale per capirlo. La prima parte è chiara: “Santa Maria” parla della devozione dei cittadini verso la Vergine: è la parte cristiana (e aragonese, come vedremo) del nome. Ma la seconda “a Vico”: che significa?

Per arrivare ad una interpretazione esatta dobbiamo considerare non il nome italiano della cittadina: “Santa Maria a Vico” (questo ci conduce ad interpretazioni sbagliate), bensì quello latino: “Sancta Maria ad Vicum”.
Chi conosce il Latino sa che “vicus” significa “villaggio”. Pertanto “Sancta Maria ad Vicum” avrebbe il significato di “Santa Maria presso il villaggio”.

E’ ovvio che questa aggiunta “a Vico” differenzia questa cittadina dalle altre città e località italiane che prendono nome dall’amatissima Madre di Dio (sono moltissime: alcune centinaia!). Orbene, la domanda è: qual è il villaggio che sta nel nome “Santa Maria a Vico”? Dopo la seconda guerra sannitica (326-304 a.C.), durante la quale ci fu il famoso episodio delle “Forche caudine” (321 a.C.) gli eserciti romani avevano bisogno di un comodo collegamento con la Campania (che alla fine del IV secolo a.C. era totalmente dominata da Roma), per controllare i
Sanniti, vinti ma sempre bellicosi, ed anche con la Puglia, che i Romani volevano conquistare e che in effetti conquistarono dopo la battaglia di Benevento (275 a.C.).

Cosi sorse la Via Appia. L’anno 312 a.C. Appio Claudio il cieco, detto anche il Censore, iniziò la costruzione di questa
arteria, che collegò Roma con Capua, la più importante città della Campania. Dopo il 268 a.C. la Via Appia fu prolungata fino a Benevento. Intorno al 190 a.C. fu terminato l’ultimo tratto, da Benevento a Brindisi, città che fu “il trampolino” per la Grecia, la Macedonia e le province del Mediterraneo orientale.

Il traffico, lungo la Via Appia, era intenso: cavalli, carrozze (redae), soldati, commercianti,
funzionari. Tutta questa gente aveva bisogno di servizi: cambio dei cavalli, riparazione della carrozze guaste, fornitura di acqua e fieno, ristorazione, riposo: insomma di tutto ciò che una statio poteva dare.

In una parte dell’ attuale abitato di Santa Maria a Vico (la parte orientale, nei pressi di Piazza Aragona) sorse appunto una statio cioè un punto di tappa. Questa statio, con i suoi locali, depositi, stalle dove si faceva la novatio (ossia il cambio dei cavalli stanchi con cavalli freschi), chiamata anche mutatio, fu il primo nucleo del nostro paese.

La statio della futura Santa Maria a Vico stava a metà distanza tra Capua e Benevento. Come suole accadere, intorno alla statio sorsero negozi, osterie (tabernae, cauponae), locande e gli alloggi di coloro che si prendevano cura dei viaggiatori: così sorse il vicus cioè il villaggio.

Il nome di questo piccolo agglomerato urbano fu Vicus novanensis o perché si trovava vicino al luogo della novatio o perché non lontano c’erano le nuove botteghe (tabernae novae), forse più accoglienti per i viaggiatori, chiamate spesso semplicemnte Novae. La futura Santa Maria a Vico era il lugo della mutatio ad novas ossia del cambio dei cavalli presso le tabernae novae.

In sintesi: il Vico (Vicus) che troviamo nel nome “Santa Maria a Vico” è il Vicus novanensis o Vicus ad novas (sottinteso: tabernas) dei Romani, cioè il villaggio situato lungo la via Appia, con servizi per i viaggiatori. In Latino il nome della cittadina è: “Sancta Maria ad Vicum novanensem” (Santa Maria presso il 2 villaggio novanense) o, in forma più ampia, “Sancta Maria ad Vicum ad novas (tabernas)” (Santa Maria presso il villaggio situato nelle vicinanze delle taverne nuove) o anche, in forma più breve e perciò più usata, “Sancta Maria ad Vicum” (Santa Maria a Vico).

Lo stesso villaggio detto “Vicus novanensis” si chiamava anche “Ad novas”per brevità, in luogo di “Vicus ad novas tabernas”. Come “Ad novas” il villaggio è menzionato nelle Tabulae Peuntingerianae della Biblioteca di
Vienna, che lo pongono tra Capua e Galatia ad Ovest e Caudium e Beneventum ad Est.

Così si chiarisce il significato di questa aggiunta “a Vico”, che non è molto facile capire.
Per quel che riguarda la prima parte del nome,”Santa Maria”, occorre dire che intorno all’ anno Mille arrivò a Vicus la statua della Madonna Assunta, tanto amata dai santamariani, che vedono in lei veramente una Madre. In Suo onore, da tempo immemorabile, c’è una processione una volta ogni venticinque anni: la Vergine è portata per tutte le vie del paese da un carro trainato da due buoi.

Con ogni probabilità il simulacro arrivò dall’ Asia Minore, dove l’Impero bizantino era ancora fiorente. Non si sa come arrivò a Santa Maria a Vico, però noi santamariani consideriamo questa Immagine come un dono divino.

La Madonna Assunta fu venerata dai viaggiatori, che, anche se non erano numerosi come nei secoli dell’ antica Roma, transitavano per ragioni di commercio, di pellegrinaggi o altro.

Da allora in poi il villaggio di cui parliamo non si chiamò più “Vico” (“Vicus”) né “Vico novanense” (“Vicus novanensis”) bensì “Sancta (poi, più all’ italiana, “Santa”) Maria a Vico” (“ad Vicum” nei documenti scritti in Latino) cioè “La Madonna che è venerata presso Vico, presso il villaggio chiamato ‘Vico’”.

Così i due termini, il pagano ed il cristiano, si unirono per sempre. Fu Maria e non più la mutatio ad novas il punto di riferimento che identificava e qualificava la località. I viandanti erano protetti non più dalla legge romana ma dalla materna tutela dell’ Assunta.

Verso la metà del XV secolo la famiglia dei baroni di Arienzo fece costruire una piccola chiesa in onore della Madonna, dove trasferì la venerata Statua, e un piccolo Convento dei Domenicani, ai quali fu affidata la cura della chiesa.

Lì i fedeli si fermavano per pregare la Vergine e chiedere grazie. Tra essi ci fu anche Ferdinando I, re di Napoli, che fece due voti alla Madonna di edificare in suo onore uno splendido tempio: il primo nel 1460, durante la guerra contro i baroni, il secondo nel 1480, durante la guerra contro i Turchi: vinse e mantenne le promesse nel 1492. Così sorsero la Basilica attuale in Piazza Aragona e l’annesso Convento, oggi curato dai Missionari Oblati di Maria
Immacolata.

Il doppio voto di Ferdinando d’Aragona ed i suoi effetti costituiscono lo stretto vincolo che lega Santa Maria a Vico all’ Aragona. Nello stemma di Santa Maria a Vico c’è l’immagine della Madonna Assunta. Il nome “Santa Maria a Vico” indicava solo il rione così chiamato, situato nelle vicinanze dell’ attuale Piazza Aragona: c’erano altri rioni nel territorio dove attualmente sorge la cittadina: Figliarini, Cementara, Botteghelle, Loreto, Rosciano, Migliori ecc.
Tuttavia, quando, nel 1740, la località raggiunse l’autonomia amministrativa, il rione “Santa Maria a Vico” diede il suo nome a tutto il paese, a causa del prestigio del Complesso aragonese.

14 Giugno 2019

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